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su Giancarlo Gelsomino

Personalità mediterranee, Giancarlo Gelsomino, 2007


Creatore di contenuti video: Roberto Verace

Donazione artistica alla comunità di Varazze nel 2024


Nel 2024, la famiglia di Giancarlo Gelsomino ha donato alla Comunità di Varazze “Un Campanin Ruso”, una scultura ispirata a uno dei monumenti architettonici più iconici della sua città natale. In riconoscimento dell’eredità artistica di Gelsomino, la città di Varazze ha ospitato un’inaugurazione e una tavola rotonda presso la Biblioteca Civica di Varazze per commemorare l’evento. Durante l’incontro, la figlia di Gelsomino, Francesca Gelsomino, il fratello, Pino Gelsomino, e la moglie, Wendy Morrison, hanno ripercorso la sua illustre carriera, la sua eredità duratura e la sua ultima opera, “Sulle ali del tuo canto”, mai pubblicata.

Il Simbolo di Varazze

Campanin russu ora è diventato un’opera d’arte

Il più famoso e ammirato campanile di Varazze, “Un Campanin russo”, è diventato un’opera d’arte. Oggi pomeriggio l’opera dell’artista Giancarlo Gelsomino sarà donata del Comune all’associazione culturale, “U Campanin russu”. Per la città è un evento che ricorda il pittore e ceramista scomparso lo scorso anno, punta a valorizzare la torre religiosa in mattoni rossi, che si erge di fianco alla basilica di Sant’Ambrogio, e omaggia un sodalizio che da decenni lavora per custodire e tramandare la storia Varazzina. L’occasione sarà il secondo appuntamento della rassegna “Parliamone in biblioteca”, organizzata dall’assessore al Cultura Mariangela Calcagno.
Oggi alle 16:30, nella biblioteca civica di piazza San Bartolomeo, l’opera lasciata dall’artista Gelsomino, alta 68 centimetri, verrà ufficialmente consegnata al presidente dell’associazione culturale, Giovanni Ghione, Il pittore e scultore ha sempre vissuto nella frazione Pero ed ha esposto I suoi lavori a palazzo Beato Jacopo in diverse occasioni. Ma Gelsomino ha lavorato a lungo con le più importanti gallerie Italiane e in diversi Paesi del mondo: a L’Avana (Cuba) e in Australia sono esposti diversi suoi quadri.
– G.V
Il Secolo XIX – Savona
Sabato 13 Gennaio 2024

Slide – tower
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L’internazionalista (1992)

Giancarlo Gelsomino, uno degli artisti italiani più noti, partecipa a una mostra unica presso la Convent Gallery di Daylesford. Kim Norbury riporta che Giancarlo crede che sia giunto il momento per gli artisti di tutto il mondo di collaborare per affrontare le problematiche globali.

Instalazzione a Lara, Australia, 1997


Lara si trova nelle terre tradizionali del popolo Wathaurong, nello stato di Victoria, in Australia, dove Giancarlo Gelsomino e la sua famiglia vissero per un periodo. Al loro ritorno in Italia, Gelsomino donò quest’installazione scultorea alla Cooperativa Aborigena Wathaurong.

Slide 1 – Final installation ft. Fran
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Slide 1 – RAP Letter
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Wathaurong Aboriginal Co-operative

14 Ottobre, 1997

Caro Giancarlo Gelsomino,

A nome della comunità aborigena di Wathaurong, desidero ringraziarti per il dono

di una scultura che rappresenta un dono da una persona spirituale a un’altra.
Ci impegneremo a preservarla e a mantenerla in un ambiente che valorizzi la scultura e il suo legame con la terra, nostra madre, affinché tutte

le culture possano condividerla.

La Mostra Piccolo Occidente 2004-2005


Piccolo Occidente in Media Orriente è stata un’installazione collaborativa che ha affrontato il conflitto della guerra in Iraq e il rapimento della giornalista italiana Giuliana Sgrena. L’installazione scultorea è stata inaugurata in uno spazio pubblico, suscitando polemiche e panico tra i residenti locali, con conseguente intervento della polizia e numerosi articoli di stampa.

La scultura di via Caboto: solidarietà con i rapiti di Iraq

Responsibilità dell’arte e della cultura è di manifestare il proprio impegno a favore delle vittime di ogni conflitto. Al Circolo Culturale Arci Bardamù di via Caboto dicono: << Ci sta a cuore la sorte dei rapiti perciò abbiamo dedicato la manifestazione ‘Piccolo Occidente in Medio Oriente’ alla giornalista del ‘Manifesto’ Giuliana Sgrena.
Le opere esposte e gli interventi poetici dichiarano solidarietà a tutti gli oppressi. L’installazione esposta che ha destato curiosità ed allarme nel quartiere è un simbolo estetico del messaggio esplicito di fraternità e vicinanza ai familiari dei rapiti >>. Domani alle 20 la scultura verrà ripresentata nella stessa modalità e luogo.

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Slide 1 – Allarme per un manichino
Allarme per un manichino

Allarme bomba, ieri mattina, in via Caboto a Savona. Paura, intervento delle forze dell’ordine, preoccupazione tra I negozianti, tutto per un equivoco. Un gruppo dia artisti guidato da Gianni Bacino aveva, la sera precedente, realizzato un’installazione sul marciapiede del circolo Bardamù di via Caboto: un manichino raffigurante un iracheno, del carbone, e alcuni (finiti) inneschi di bombe. Faceva parte delle rassenga Piccolo Occidente in Medio Oriente che si sta svolgendo nel locale. Gli abitanti della zona, allarmati, hanno chiamato vigili e polizia. Che la bomba non ci fosse è stato evidente ad un primo esame. I vigili hanno compunque contestato ai proprietari del locale l’occupazione di suolo pubblico.

(Autore sconosciuto)

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<< Fraintesa la nostra manifestazione >>

Responsibilità dell’arte e della cultura è di manifestare il proprio impegno a favore delle vittime di ogni conflitto. La crudeltà del confillto in Iraq dimostra l’inutilità delle armi e l’urgente bisogno dirizolvere le crisi con il dialogo politico e diplomatico.

Ci sta cuore la sorte dei rapiti, perciò abbiamo dedicato la manifestazione “Piccolo Occidente” in Medio Oriente alla giornalista Italiana del Manifesto Giuliana Sgrena. Ci appelliamo al buon senso ed all’umanità di chi compie simili atti affinchè liberino tutti I sequestrati, altrettanto ci appelliamo al nostro Governo affinchè ritiri le nostre truppe tornando ai negoziati delle Nazioni Unite.

Le opere esposte e gli interventi poetici dichiarano solidarietà a tutti gli oppressi di ogni religione e fede, convinzione esposta mertedi 1 Marzo all’esercizio del Circolo culturale Arci Bardamu’ che ha destato curiosità ed allarme da parte degli abitanti del quartiere e delle forze dell’ordine, era un simbolo estetico del messaggio esplicito di fraternità e vicinanza ai familiari dei rapiti e delle vittime civili che ogni guerra comporta.

Le notizie riportate dalla stampa non hanno contribuito alla chiarezza, perciò ci e sembrato opportuno rivolgerci al Vostro quotidiano per precisare responsibilità ed intenti. Domenica  Marzo alle ore 20 la scultura in questione verrà ripresentata nella stessa modalità e luogo, augurandoci che nel frattempo Giuliana Sgrena, Florence Aubenas e Ussein Hanoun siano stati liberati.

In Breve – Artisi visive al Bardamù

Prosegue fino a domenica al Bardamù di via Caboto a Savona “Piccolo occidente in medio orientale”, arti visive e poesia sulle dimensioni. Partecipano all’iniziativa in programma tutte le sere alle 21 fgi artisti Gianni Bacino, Giannella Darbo, Mara del Percio, Giancarlo Gelsomino e Virginio Petrini che esporranno le loro opere d’arte. Con loro anche Luca Tornatola che ha realizzato un video sulla pace, Andrea Poggi, Luca Albrecht Praussello e Giacomo Scaccianoce con le loro composizioni musicali sulla guerra, vista nell’ottica della pace.

English (Australia)