{"id":112,"date":"2024-05-21T10:57:06","date_gmt":"2024-05-21T10:57:06","guid":{"rendered":"https:\/\/giancarlogelsominoarte.com\/?page_id=112"},"modified":"2025-01-21T07:17:54","modified_gmt":"2025-01-21T07:17:54","slug":"1995-testi-critici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/giancarlogelsominoarte.com\/en\/1995-testi-critici\/","title":{"rendered":"1995 TESTI CRITICI"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-group alignwide has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group alignwide is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\" style=\"padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size\">GIANCARLO GELSOMINO <\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size\">Testi critici della mostra <em>The Internal World of the External<\/em> 1995 <\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-4062b888 wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);padding-right:var(--wp--preset--spacing--50);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);padding-left:var(--wp--preset--spacing--50)\">\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"line-height:1.7\">OESTELLO REMI <br><a href=\"#Pugliese-e-Rota-Testi-Critici\" title=\"\">M. PUGLIESE &amp; E. ROTA<\/a> <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-base-2-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-cd6163fc wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--50);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--50)\">\n<div style=\"height:17px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-52b864f0 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p style=\"line-height:1.7\"><strong>OSTELLO REMI<\/strong> <br>Scrittore d&#8217;Arte <br><br><br>L\u2019Instituto Italiano di Cultura di Melbourne accoglie con attenzione l\u2019idea di Giancarlo Gelsomino di inaugurare alla George Patton Gallery la mostra delle opere di Gianella Darbo e le sue personali, con la splendida cornice musicale dei compositori- pianisti Wendy Morrison e Andrew Ogburn. L\u2019idea di Gelsomino si sviluppare i rapporti di interscambio tra giovani artisti Australiani e Italiani rientra nella pura logica della diffusione delle due culture ed intende rafforzare i legami d\u2019amicizia di reciproca compressione tra i due popoli attraversi ka valorizzazione del patrimonio culturale inalo-australiano e lo sforzo dei giovani artisti contemporanei che colgono gli aspetti qualificanti e l\u2019identit\u00e0 delle culture della loro terra d\u2019origine.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Questo giovane arista genovese, dal volto marcato da tratti apparentemente duri, scolpiti nella pietra, fa trasparire nelle sue opere quell\u2019ispirazione poetica, istintiva e violenta che si ribella alla logica dei tempi ed impone il grido del fanciullino che, incurante dei perbenismi sociali, scopre ed afferma i valori reali degli uomini, della natura e delle cose, e segnala all\u2019uomo gli orrori delle sue miserie, la dimenticanza dei suoi valori primari, l\u2019abbondono spesso delle sue identit\u00e0 e delle sue mete quando sconsideratamente egli si allontana da quella terra che lo ha generato e a cui deve ritornare comunque.<br><br>Gelsomino sembra ritrovare s\u00e9 stesso nell\u2019arte aborigena, non dimentico certamente di quella cultura n\u00e9 di quella terra da cui proviene ed in cui ha fondato le sue prime radici. Durante il suo nomadismo artistico egli passa dalla maturit\u00e0 artigiana alle strutture lignee policrome che esprimono il mondo dei sogni e delle emozioni, espressi con simboli rituali, quasi religiosi, attraverso la gestualit\u00e0. Le creature totemiche, nonch\u00e9 i graffiti degli antichi nomadi esprimono la simbologia, il misticismo e la religiosit\u00e0 di quegli antenati che rivivono nella immaginazione dell\u2019artista attraverso la sfida all\u2019uomo contemporaneo affinch\u00e9 egli colga le percezioni di quei segnali e si avvii verso una terra nuova ed immensa capace di essere a misura di tutti.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Gelsomino trae dalla cultura aborigena quel destinati a vivere in perenne simbiosi, lontano dalle logiche materialistiche che li distraggono e ne annullano spesso i processi comunicativi. Il suo incontro con l\u2019Australia attraverso i misteriosi sentieri degli antenati, riporta alla luce le figure totemiche della cultura tribale plasmate nell\u2019argilla ed in armonia con gli elementi. La poesia e la spiritualit\u00e0 di Gelsomino prevalgono con originalit\u00e0 sulla materia bruta da lui domata fino a scavarne il passato ed il presente, fino a segnare con la forza della fede la via estetica verso la sorgente della vita e dell\u2019amore.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Viene spontaneo chiedersi per quale ragione Gelsomino, cos\u00ec convito delle sue idee difese quasi misantropicamente, cos\u00ec apparentemente individualista come noi latini, sente la necessit\u00e0 di esprimere il suo pensiero antropologico e sociale affiancando in questa mostra le sue opere con quelle di Gianella Darbo. Forse l\u2019artista Padovana ha colpito la sensibilit\u00e0 di Gelsomino quando, attraverso la sua volont\u00e0 di far coesistere quelle forme chiuse ed aperte, sperimenta pratiche di nuova tecniche e materiali che, partendo dalla purezza monocromatica del bianco su bianco, giunge fino all\u2019esplosione cromatica, e ci\u00f2 su influsso dell\u2019arte aborigena e dei colori forti dell\u2019Australia esplosi anche nella simbologia degli animaletti. O forse Gelsomino trova piacere nella solidarit\u00e0 artistica della Darbo, affascinata come lui da quegli stessi miti.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Certo \u00e8 che Gelsomino e Darbo anno molti punti in comune, pur seguendo quest\u2019ultima un\u2019altra strada, passando dalla monocromia iniziale delle sue precedenti esperienze alla trasparenza del materiale plastico, al gusto per la materia pittorica, all\u2019interesse linguistico-pittorico per gli strumenti della pittura e dell\u2019arte. Anche Gianella svillupa il tema della potenzialit\u00e0 comunicativa dei colori violenti espressi con forza vitale. C\u2019\u00e8 in lei, come in Giancarlo, quella ricerca dell\u2019essenzialit\u00e0 delle forme semplici manifestata con tensione artistica e speculazione filosofica nel gioco evolutivo dei colori.<br><br>Il contributo artistico di Gianella e Giancarlo merita tutta la nostra attenzione e gratitudine e rafforza la reciproca conoscenza delle nostre culture.<br><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-5d52b745 wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-right:var(--wp--preset--spacing--20);padding-bottom:0;padding-left:var(--wp--preset--spacing--20)\">\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-contrast-color has-base-background-color has-text-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-1e3a208a wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--40);padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)\">\n<p class=\"has-small-font-size\" id=\"Pugliese-e-Rota-Testi-Critici\" style=\"line-height:1.7\"><strong>MARINA PUGLIESE E ELISABETTA ROTA<\/strong><br>Assessore all&#8217;Arte Pubblica, Comune di Milano<br>Curatore d&#8217;Arte <br><br><br>\u201cL&#8217;interno dell\u2019esterno dell\u2019interno\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\" style=\"line-height:1.7\">Il rapporto con culture differenti propria ed il viaggio come strumento di confronto e conoscenza, rappresentano il perno comune intorno al quale ruotano con oscillazioni ed orbite differenti i percorsi di due artisti genovesi: Gianella Darbo e Giancarlo Gelsomino.<br><br>L\u2019Australia \u00e8 dunque la tappa pi\u00f9 recente di un percorso che li ha portati insieme a Cuba ed in Spagna ed indipendentemente in diversi altri paesi. Giannella Darbo, affascinata durante la sua permanenza in Australia dalla tecnica e dai colori dell\u2019arte aborigena, \u00e8 tornata ora alla ricerca sul bianco passando dagli spessori della materia sulla tela, agli spessori della carta lavorata col torchio e rifinita ad acrilico. Diversi tipi di carta solcati in pi\u00f9 profondit\u00e0 a formare un gioco ottico e tattile che va oltre il segno in quanto tale. La luce al la materia continuano quindi ad essere protagonisti del lavoro della Darbo che mostra in queste ultime opere di aver ripreso e rielaborato in modo davvero efficace la sua ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\" style=\"line-height:1.7\">Il sincretismo culturale \u00e8 evidente nelle opere di Giancarlo Gelsomino.<br>Non tanto e non solo per il rapporto con l\u2019arte preistorica ed aborigena \u2013 il colore spuntinato e la mano come segno primario \u2013 quanto nella stratificazione di interventi sula materia lignea delle sue culture, impronte del tempo e delle relazioni con molteplici espressioni di vita e cultura.<br>Gelsomino dimostra di saper risolvere con un segno personale le contaminazioni con l\u2019esterno: meditandole, assorbendole e rielaborandole in modo assolutamente originale ed inconfondibile. Un \u201cnomadismo artistico\u201d quello di entrambi, il cui senso si ritrova ed arricchisce ad ogni tappa, ed il cui presupposto \u2013 leggibile anche in senso ontologico \u2013 \u00e8 quello della continua ricerca e proiezione verso nuovi orizzonti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:91px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIANCARLO GELSOMINO Testi critici della mostra The Internal World of the External 1995 OESTELLO REMI M. PUGLIESE &amp; E. 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