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Egli \u00e8 infatti uno di quegli uomini che ha avuto il coraggio di ritrovarsi solo davanti al mondo, quel mondo che l\u2019uomo non ha ancora imparato a gestire ma che nonostante ci\u00f2 continua a manipolare confusamente, schiacciato sempre pi\u00f9 da miraggi che l\u2019odierna civilt\u00e0 usa ancora arcaicamente come oppio per poter continuare: miraggi come quello del potere, tra simili e sulla natura.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Il mondo che Gelsomino vede si traveste tutti i giorni di benessere e cultura ma poi, durante ogni notte, soffre come il pi\u00f9 disperato dei poveri, brancola come il pi\u00f9 ingenuo degli ignoranti.<br>Non \u00e8 ancora tempo di libert\u00e0, non lo \u00e8 mai stato, l\u2019uomo non c\u2019\u00e8 ancora arrivato. Niente di meno preoccupante se si potesse pensare che un giorno quel tempo verr\u00e0. Ma \u00e8 vero che verr\u00e0 o l\u2019uomo ha gi\u00e0 bruciato il mondo (culla di se stesso) e nel suo destino non \u00e8 iscritta la parola \u201cliberta\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Si provi a immaginare quanto potrebbe essere agghiacciante il dover constatare che \u201c\u00e8 troppo tardi\u201d, che \u201cnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\u201d\u2026 Ecco, \u00e8 in questo allarmante contesto che Giancarlo Gelsomino ha rivolto la sua maturit\u00e0 artistica e umana. E li ha scelto di ripugnare ogni ogni oppio e quando lo ha fatto si \u00e8 ritrovato solo, in un raro vivere lucidamente, in un convivere con la piena coscienza delle cose,\u2026 alla ricerca di una propria dimensione, quella che solo lui pu\u00f2 darsi: la sua arte.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Legato al discorso morale di Gelsomino vi \u00e8 una singolare tenacia e sapienza produttiva.<br>Che egli sia legato e creda al passato \u00e8 evidente gi\u00e0 dal periodo dei panneggi di studio, attraverso i quali evidenzia a se stesso lo stretto collegamento fra il rappresentativo dettagliato della forma e il sintetismo moderno. Ma anche in seguito, negli anni successivi, l\u2019opera di Gelsomino no smette mai di considerare l\u2019elemento storico come una delle componenti basilari del proprio evolversi. Per l\u2019artista questo \u00e8 quasi un romanticizzare, un rievocare i momenti di quando l\u2019umo era meno costruito, maggiormente puro; e lo si nota nel suo sovente richiamo al mondo tribale e nell\u2019uso appassionato di materiale povero, crudo, nella continua \u201cpresenza\u201d naturale.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Nell\u2019opera di Gelsomino ci sono momenti in cui il piacere dell\u2019esecuzione si mescola a quello del risultato finale. A volte, proprio a causa di usa esigenza tutta interiore, il primo memento predomina il secondo e il rapporto si fa subordinato: qui non basta pi\u00f9 guarare l\u2019opera nel suo aspetto estetico per coglierne l\u2019interno significato. Qui occorre infatti immaginare anche il memento in cui egli la crea: il momento in cui egli ha bisogno di scavare o di ricoprire, piuttosto che di pensare come andr\u00e0 a finire. Sono questi elementi che riconducono alla concretezza del carattere di Gelsomino, alla sua esasperata praticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Da un po\u2019 di tempo l\u2019artista ha provato il gusto di puntinare, di rivedere l\u2019immagine dell\u2019Universo proiettata a livello molecolare, cos\u00ec come ha assorbito dall\u2019arte (cultura, vita) aborigena. Il recente scambio interattivo avuto con alcuno artisti Australiani, lo ha infatti trovato pronto all\u2019apertura, anche sotto l\u2019aspetto spirituale, al punto di sfociare nella condivisione della realt\u00e0 dei \u201cDreamings\u201d. Egli ha prontamente introdotto accanto alla \u201cpresenze\u201d numeriche che ritmano gli sfondi, quelle semplicemente articolate di colori, rievocatrici del fuso vitale. E la sua dimestichezza con le forme tribali \u00e8 subito riemersa.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"line-height:1.7\">Per quanto riguarda la ricerca dei mezzi tecnici-espressivi di Gelsomino, questa pu\u00f2 dirsi tesa all\u2019attraversamento di ogni tappa verso una formazione continua, e non all\u2019ormai comune elucubrazione di concetti propri assoluti. In questo senso la mostra \u201cPresenze\u201d rappresenta un importante momento del sup percorso: pannelli scavati, sculture tutto tondo, dipinti su tela e su carta, testimoniano la volont\u00e0 dell\u2019artista di crescere attraverso le esperienze, di no tralasciare\u2026 Ne risulta, quasi inconsciamente, una sorta di \u201cglobalismo\u201d espressivo di pioneristico contenuto. Lo scopo stesso della mostra \u00e8 quello di mettere due realt\u00e0 \u2013 l\u2019una romantica, l\u2019altra realistica \u2013 in contatto fra loro. Addirittura si cerca di fonderle in un\u2019unica realt\u00e0-progetto, e per far questo si ricorre amichevolmente alla musica (piano e strumento australiano). Il tutto imperniato su una visione dell\u2019arte che tende a eliminare ogni frontiera.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>",
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